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Le rettifiche fiscali extracontabili - Turbo HELP

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LE RETTIFICHE FISCALI EXTRACONTABILI
INTRODUZIONE
Da un punto di vista fiscale, possiamo classificare i costi in 5 macro categorie:
  • Costi deducibili: Sono tutti i costi considerati completamente inerenti all’attività svolta, e pertanto, possono essere completamente dedotti nell’esercizio di competenza;
  • Costi indeducibili: Sono tutti i costi considerati NON inerenti all’attività svolta, e pertanto, NON possono essere dedotti;
  • Costi parzialmente deducibili, in % al loro stesso ammontare (es: spese telefoniche, generalmente deducibili al 80%);
  • Costi parzialmente deducibili, in funzione di un plafond (es: spese di rappresentanza deducibili per il 1,50% dei ricavi conseguiti);
  • Costi con deducibilità sospesa: Si tratta di costi specificamente individuati dalla lege. Questi costi possono essere dedotti, ma in uno o più esercizi, diversi dall’esercizio di competenza.
Naturalmente, possono esistere costi che appartengono a più categorie contemporaneamente, come ad esempio: le spese di manutenzione ordinaria. La legge stabilisce che le spese eccedenti il 5% del valore dei beni ammortizzabili NON possano essere dedotte nell’esercizio di competenza, ma in quote costanti, nei 5 esercizi successivi. Pertanto, le spese di manutenzione sono:
  • Un costo DEDUCIBILE, nella misura del 5% del valore dei beni ammortizzabili;
  • Un costo con deducibilità SOSPESA, per la parte eccedente.
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In questo capitolo, vedremo come gestire:
  • I costi parzialmente deducibili, in funzione di un plafond;
  • I costi con deducibilità sospesa.
Per questi costi, la gestione fiscale è decisamente più complessa rispetto a quelli totalmente, o parzialmente indeducibili (in % al loro stesso ammontare):
  • I costi indeducibili NON partecipano al calcolo del reddito:
  • I costi parzialmente deducibili (in % al loro stesso ammontare) partecipano al calcolo del reddito per la parte fiscalmente riconosciuta (basta applicare una percentuale sull’ammontare del costo sostenuto);
  • Per i costi parzialmente deducibili, in funzione di un plafond, occorre:
      • Confrontare il costo sostenuto con un plafond (es: ammontare dei ricavi);
      • Rendere indeducibile l'eventuale eccedenza rispetto al plafond.
  • Per i costi a deducibilità sospesa, occorre:
      • Nell’esercizio in cui vengono sostenuti, occorre differire la deduzione di un costo di competenza;
      • Ogni esercizio, occorre dedurre costi di competenza di esercizi precedenti.
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ATTENZIONE: Per i costi a deducibilità sospesa, NON possiamo utilizzare i risconti, poiché da un punto di vista civilistico, non abbiamo un costo di competenza di più esercizi, ma un costo di competenza di un esercizio, che per motivi esclusivamente fiscali, non può essere dedotto immediatamente. Pertanto, il bilancio civilistico NON deve subire variazioni. Trattandosi di una problematica puramente fiscale, prima di compilare la dichiarazione dei redditi, occorre predisporre un prospetto extracontabile, per:
  • Differire la deduzione dei costi sostenuti nell’esercizio;
  • Dedurre costi di competenza di esercizi precedenti.
LA PROCEDURA: RETTIFICHE FISCALI EXTRACONTABILI
La procedura RETTIFICHE FISCALI EXTRACONTABILI consente di gestire:
  • I costi parzialmente deducibili, in funzione di un plafond (es: spese di rappresentanza deducibili per il 1,50% dei ricavi conseguiti);
  • I costi con deducibilità sospesa.
Infatti, la procedura in oggetto consente di elaborare un prospetto extracontabile con:
  • RETTIFICHE in AUMENTO del reddito per:
      • I costi parzialmente deducibili, in funzione di un plafond, per la parte di costo eccedente il plafond (e quindi, indeducibile);
      • I costi con deducibilità sospesa, sostenuti nell'esercizio, ma deducibili in esercizi futuri (e quindi, indeducibile nell'esercizio di competenza).
  • RETTIFICHE in DIMINUZIONE del reddito per:
      • I costi con deducibilità sospesa, sostenuti in esercizi precedenti, ma deducibili nell'esercizio di riferimento.
Per accedere alla procedura, devi selezionare la gestione FISCALI, e dalla barra multifunzione, devi selezionare il comando RETTIFICHE FISCALI. Per ogni esercizio, visualizzerai le rettifiche in aumento ed in diminuzione del reddito, da considerare per la compilazione dei quadri RF, RG, RE. Ad esempio, se nel 2025 hai sostenuto spese di manutenzione eccedenti il 5% del valore dei beni ammortizzabili:
  • Per il 2025, visualizzerai una rettifica in AUMENTO del reddito per il costo eccedente il 5% di ricavi;
  • Per ciascuno dei 5 esercizi successivi, visualizzerai una rettifica in DIMINUZIONE del reddito, pari ad 1/5 delle rettifica del 2025.
Nei paragrafi a seguire, verrà illustrato come utilizzare la procedura RETTIFICHE FISCALI EXTRACONTABILI per gestire le principali casistiche.
NON SOLO COSTI
Esistono anche ricavi con imponibilità sospesa. Ad esempio, nei casi previsti dalla legge, le plusvalenze conseguite possono essere portate a tassazione (cioè ripartite) in più esercizi.
Anche in questo caso, non parliamo di ricavi di competenza di più esercizi, ma di ricavi particolari, che solamente a fini fiscali, possono essere ripartiti in più esercizi. Anche in questo caso, utilizzeremo le RETTIFICHE FISCALI EXTRACONTABILI.    
LE SPESE DI MANUTENZIONE ORDINARIE
Come noto, la legge stabilisce che le spese di manutenzione eccedenti il 5% del valore dei beni ammortizzabili NON possano essere dedotte nell’esercizio di competenza, ma in quote costanti, nei 5 esercizi successivi. Pertanto, le spese di manutenzione sono:
    • Un costo DEDUCIBILE, nella misura del 5% del valore dei beni ammortizzabili;
    • Un costo con deducibilità SOSPESA, per la parte eccedente.
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Se nel corso dell’esercizio hai sostenuto spese di manutenzione, come operazione preliminare, ti consiglio di verificare la corretta configurazione della scheda anagrafica del conto utilizzato (sezione ASPETTI FISCALI):
  • Il campo % deducibilità IRPEF: Deve essere valorizzato con la percentuale di deducibilità relativa al bene a cui si riferiscono. Pertanto:
      • Se le manutenzioni riguardano un bene strumentale, occorre indicare 100.
      • Invece, se le manutenzioni riguardano autovetture (riconosciute inerenti l’attività svolta nella misura del 20%), allora occorre indicare 20.
  • Il campo CASISTICHE PARTICOLARI: il campo deve essere valorizzato con la voce: MANUTENZIONI.
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Se la scheda anagrafica del conto è configurata correttamente, allora dopo aver completato il caricamento della contabilità dell’esercizio, puoi registrare le rettifiche fiscali extracontabili per il costo sostenuto:
  • Devi selezionare la gestione FISCALI;
  • Poi, dalla barra multifunzione, devi selezionare il comando RETTIFICHE FISCALI;
  • Così, visualizzerai le rettifiche fiscali extracontabili già memorizzate;
  • Per generare le rettifiche fiscali relative alle spese di manutenzione sostenute, devi cliccare sul pulsante NUOVA RETTIFICA AUTOMATICA;
  • Si apre una finestra di dialogo:
      • Nel campo ESERCIZIO, devi digitare l’anno in cui è stato sostenuto il costo;
      • Nel campo COMPONENTE REDDITUALE, devi selezionare: MANUTENZIONI;
      • Così, nel campo COSTO O RICAVO, dovresti visualizzare l’ammontare deducibile del costo sostenuto. In caso di necessità, puoi modificarlo manualmente;
      • Nel campo PLAFOND PRIMO ESERCIZIO, devi digitare il valore dei beni ammortizzabili;
      • Infine, devi cliccare sul pulsante SALVA.
Così, genererai 6 rettifiche extracontabili:
  • 1 rettifica in AUMENTO DEL REDDITO, per l’esercizio in cui cono state sostenute le spese di manutenzione. Naturalmente, l'importo della rettifica sarà pari all'ammontare del costo da ripartire nei 5 esercizi successivi;
  • 5 rettifiche in DIMUNUZIONE DEL REDDITO di pari importo, per ognuno dei 5 esercizi successivi. Naturalmente, l'importo di ogni rettifica sarà pari ad 1/5 della rettifica in aumento.
LE SPESE DI RAPPRESENTANZA AZIENDALI
Come noto, per le spese di rappresentanza aziendali, sono previsti i seguenti limiti di deducibilità:
  • Gli omaggi di valore unitario inferiore ai 50,00€ sono interamente deducibili;
  • Le altre spese di rappresentanza sono deducibili nella misura massima del 1,5% dei ricavi conseguiti.
Pertanto, in contabilità, conviene utilizzare 2 conti distinti per rilevare l’acquisto di omaggi inferiori ai 50,00€, e le altre spese di rappresentanza. Nel prosieguo di questo paragrafo, vedremo come utilizzare le rettifiche fiscali extracontabili per dedurre in modo corretto le spese di rappresentanza diverse dai beni inferiori ai 50,00€.
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Come operazione preliminare, ti consiglio di verificare la corretta configurazione della scheda anagrafica del conto utilizzato (sezione ASPETTI FISCALI):
  • Il campo % deducibilità IRPEF: Deve essere valorizzato con: 100;
  • Il campo CASISTICHE PARTICOLARI: il campo deve essere valorizzato con la voce: spese di rappresentanza DM 19/11/08.
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Se la scheda anagrafica del conto è configurata correttamente, allora dopo aver completato il caricamento della contabilità dell’esercizio, puoi registrare le rettifiche fiscali extracontabili per il costo sostenuto:
  • Devi selezionare la gestione FISCALI;
  • Poi, dalla barra multifunzione, devi selezionare il comando RETTIFICHE FISCALI;
  • Così, visualizzerai le rettifiche fiscali extracontabili già memorizzate;
  • Per generare le rettifiche fiscali relative alle spese di rappresentanza sostenute, devi cliccare sul pulsante NUOVA RETTIFICA AUTOMATICA;
  • Si apre una finestra di dialogo:
      • Nel campo ESERCIZIO, devi digitare l’anno in cui è stato sostenuto il costo;
      • Nel campo COMPONENTE REDDITUALE, devi selezionare: SPESE DI RAPPRESENTANZA DM 19/11/08;
      • Così, nel campo COSTO O RICAVO, dovresti visualizzare l’ammontare deducibile del costo sostenuto. In caso di necessità, puoi modificarlo manualmente;
      • Nel campo PLAFOND DI DEDUCIBILITA ASSOLUTA, dovresti visualizzare l’ammontare dei ricavi. In caso di necessità, puoi modificarlo manualmente;
      • Nel campo % dello stesso rigo, devi digitare la percentuale da applicare all'ammontare dei ricavi, così da calcolare il plafond: 1,50;
      • Così, a sinistra, visualizzerai in rosso l’eventuale parte di costo NON DEDUCIBILE, poiché eccedente il plafond di deducibilità;
      • Infine, devi cliccare sul pulsante CALCOLA.
Così, genererai una RETTIFICA FISCALE IN AUMENTO del reddito, per l’esercizio in cui sono state registrate le spese di rappresentanza, per la quota di costo NON deducibile.
I COMPENSI AGLI AMMINISTRATORI
Come noto, i compensi agli amministratori sono deducibili nell’esercizio in cui vengono pagati.
Pertanto, se vengono rilevati nell’esercizio di competenza, con una registrazione del tipo:
  • DARE. Compensi agli amministratori: 20.000,00
  • AVERE. Debiti verso amministratori: 20.000,00
Ma... dovessero essere pagati nell'esercizio successivo, allora occorre utilizzare le RETTIFICHE FISCALI EXTRACONTABILI per posticipare la deduzione dei compensi, rispetto l’esercizio di competenza.
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Come operazione preliminare, ti consiglio di verificare la corretta configurazione della scheda anagrafica del conto utilizzato (sezione ASPETTI FISCALI):
  • Il campo % deducibilità IRPEF: Deve essere valorizzato con: 100;
  • Il campo CASISTICHE PARTICOLARI: il campo deve essere valorizzato con la voce: COMPENSO DED. PER CASSA.
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Se la scheda anagrafica del conto è configurata correttamente, allora dopo aver completato il caricamento della contabilità dell’esercizio, puoi registrare le rettifiche fiscali extracontabili per il costo sostenuto:
  • Devi selezionare la gestione FISCALI;
  • Poi, dalla barra multifunzione, devi selezionare il comando RETTIFICHE FISCALI;
  • Così, visualizzerai le rettifiche fiscali extracontabili già memorizzate;
  • Per generare le rettifiche fiscali relative ai compensi amministratori, devi cliccare sul pulsante NUOVA RETTIFICA AUTOMATICA;
  • Si apre una finestra di dialogo:  
      • Nel campo ESERCIZIO, devi digitare l’anno in cui è stato sostenuto il costo;  
      • Nel campo COMPONENTE REDDITUALE, devi selezionare: COMPENSO DED. PER CASSA;  
      • Così, nel campo COSTO O RICAVO, dovresti visualizzare l’ammontare deducibile del costo sostenuto. In caso di necessità, puoi modificarlo manualmente;  
      • Nel campo PLAFOND DI DEDUCIBILITA ASSOLUTA, dovresti visualizzare l’ammontare del compenso stesso (nel nostro esempio: 20.000,00€), poiché sebbene in un altro esercizio, il costo è interamente deducibile;  
      • Invece, nel campo PLAFOND PRIMO ESERCIZIO; dovresti visualizzare 0, poiché se NON ancora pagato, il compenso è indeducibile nell’esercizio di competenza;  
      • Infine, devi cliccare sul pulsante CALCOLA.
Così, genererai 2 rettifiche extracontabili:
  • 1 rettifica in AUMENTO DEL REDDITO, per l’esercizio in cui sono stati contabilizzati i compensi amministratori. Naturalmente, l'importo della rettifica sarà pari all'ammontare del compenso;
  • 1 rettifica in DIMUNUZIONE DEL REDDITO di pari importo, per l’esercizio successivo, quando verosimilmente, verrà pagato il compenso. Naturalmente, in caso di necessità, è possibile modificare manualmente la rettifica generata, modificando il campo ESERCIZIO FISCALE.
LA RIPARTIZIONE DELLE PLUSVALENZE
Come noto, le plusvalenze conseguite per la cessione di beni ammortizzabili posseduti da più di 3 anni, possono essere generalmente ripartite in 5 esercizi, a partire dall’esercizio in cui sono maturate.
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Come operazione preliminare, ti consiglio di verificare la corretta configurazione della scheda anagrafica del conto utilizzato (sezione ASPETTI FISCALI):
  • Il campo % deducibilità IRPEF: Deve essere valorizzato con: 100;
  • Il campo CASISTICHE PARTICOLARI: il campo deve essere valorizzato con la voce: plusvalenze rateizzabili.
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Se la scheda anagrafica del conto è configurata correttamente, allora dopo aver completato il caricamento della contabilità dell’esercizio, puoi registrare le rettifiche fiscali extracontabili per il ricavo maturato:
  • Devi selezionare la gestione FISCALI;
  • Poi, dalla barra multifunzione, devi selezionare il comando RETTIFICHE FISCALI;
  • Così, visualizzerai le rettifiche fiscali extracontabili già memorizzate;
  • Per generare le rettifiche fiscali relative alle plusvalenze, devi cliccare sul pulsante NUOVA RETTIFICA AUTOMATICA;
  • Si apre una finestra di dialogo:
      • Nel campo ESERCIZIO, devi digitare l’anno in cui è maturato il ricavo;
      • Nel campo COMPONENTE REDDITUALE, devi selezionare: PLUSVALENZE RATEIZZABILI;
      • Così, nel campo COSTO O RICAVO, dovresti visualizzare l’ammontare del ricavo maturato. In caso di necessità, puoi modificarlo manualmente;
      • Nel campo PLAFOND DI DEDUCIBILITA ASSOLUTA, dovresti visualizzare l’ammontare della plusvalenza stessa, poiché sebbene in più esercizi, il ricavo è interamente imponibile;
      • Nel campo PLAFOND PRIMO ESERCIZIO; dovresti visualizzare 0;
      • Nella sezione RIPARTIZIONE TEMPORALE (a sinistra), viene impostata la rateizzazione in 5 rate, a partire dall’anno in cui è maturato il ricavo.
      • Infine, devi cliccare sul pulsante CALCOLA.
Così, genererai 6 rettifiche extracontabili:
  • 1 rettifica in DIMINUZIONE DEL REDDITO, per l’esercizio in cui sono è stata contabilizzata la plusvalenza. Naturalmente, l'importo della rettifica sarà pari all'ammontare della plusvalenza;
  • 5 rettifica in AUMENTO DEL REDDITO di pari importo (1/5 della plusvalenza maturata), per lo stesso esercizio in cui è maturato il ricavo, e per i 4 successivi.
FOCUS SULLA PROCEDURA PER LA GENERAZIONE DELLE RETTIFICHE
Nei 4 paragrafi precedenti, abbiamo visto come generare le rettifiche fiscali extracontabili per 4 casistiche piuttosto comuni:
  • Spese di manutenzione ordinaria;
  • Spese di rappresentanza;
  • Compensi agli amministratori;
  • Plusvalenze rateizzabili.
Purtroppo, data l’incredibile complicatezza del fisco italiano, potrebbero presentarsi altre casistiche. Nessun problema: grazie alla flessibilità della procedura NUOVA RETTIFICA AUTOMATICA, è possibile gestire ogni evenienza:
  • Nel campo ESERCIZIO DI COMPETENZA ECONOMICA, occorre digitare l’esercizio in cui è stato registrato il costo, o il ricavo;
  • Nel campo COMPONENTE REDDITUALE, occorre selezionare:
      • ALTRA COMPONENTE REDDITUALE NEGATIVA, per i costi. Per comodità espositiva, nel prosieguo della trattazione, faremo sempre riferimento ad un costo;
      • ALTRA COMPONENTE REDDITUALE POSITIVA, per i ricavi;
  • Nel campo COSTO O RICAVO, occorre digitare l’importo del costo sostenuto;
  • Nel campo PLAFOND DI DEDUCIBILITA ASSOLUTA, occorre digitare il limite massimo di deducibilità per il costo sostenuto, indipendentemente dall’esercizio in cui possa essere esercitato il diritto alla deduzione. Pertanto, qualora questo campo dovesse essere inferiore all’importo del costo sostenuto, allora la differenza tra i due valori rappresenterà un costo INDEDUCIBILE, e verrà riportato nel campo NON DEDUCIBILE, in colore rosso;
  • Il campo PLAFOND PRIMO ESERCIZIO va compilato, digitando l’importo deducibile nell’esercizio di competenza. Qualora il valore del campo dovesse risultare di importo inferiore rispetto al costo deducibile, la differenza verrà rateizzata;
  • Nella sezione RIPARTIZIONE TEMPORALE, occorre impostare l’eventuale rateizzazione della differenza tra il costo complessivamente deducibile, ed il costo deducibile nel primo esercizio:
      • Nel campo DAL, occorre specificare da quale anno deve iniziare la rateizzazione;
      • Nel campo N. RATE, occorre specificare il numero delle rate.
In base a quanto impostato nei campi appena illustrati, cliccando sul pulsante CALCOLA, verranno generate le opportune rettifiche fiscali extracontabili:
  • Per l’eventuale quota NON deducibile, viene generata una RETTIFICA in AUMENTO del reddito;
  • Per l’eventuale quota deducibile, ma NON nell’esercizio di competenza, viene generata una RETTIFICA in AUMENTO del reddito;
  • Per ogni rata deducibile, nell’esercizio di competenza, e/o in un esercizio successivo, viene generata una RETTIFICA in DIMINUZIONE del reddito.
LE SCHEDE DI DETTAGLIO DELLE RETTIFICHE EXTRACONTABILI
Dalla gestione FISCALI, selezionando il comando RETTIFICHE FISCALI, viene visualizzato l’elenco delle rettifiche fiscali già generate. Come puoi facilmente osservare, in corrispondenza di ogni rettifica, è presente un pulsante di dettaglio (lente di ingrandimento). Cliccandolo, viene visualizzata la scheda di dettaglio della rettifica, che si compone di 2 sezioni:
  • RETTIFICA OPERATA;
  • AGGANCI AI QUADRI.
Nella sezione RETTIFICA OPERATA, troviamo i seguenti campi:
  • COMPONENTE REDDITUALE: Questo campo identifica l’operazione da cui ha avuto origine la rettifica. Ad esempio: Spese di manutenzione, spese di rappresentanza, etc..
  • DESCRIZIONE: In questo campo, è possibile inserire una descrizione libera;
  • ESERCIZIO FISCALE: In questo campo, viene riportato l’esercizio in cui occorre rettificare il reddito prodotto;
  • ESERCIZIO DI COMPETENZA ECONOMICA: In questo campo, viene riportato l’esercizio in cui è stata registrata l’operazione, da cui ha avuto origine la rettifica;
  • VARIAZIONE DEL REDDITO: Questo campo specifica la natura della rettifica. Ogni rettifica al reddito, può essere di natura:
      • TEMPORANEA: Per i costi deducibili in un esercizio diverso da quello di competenza, e per i ricavi tassati in un esercizio diverso da quello di competenza. Come vedremo nel paragrafo successivo, dalle rettifiche temporanee si originano imposte differite ed anticipate;
      • DEFINITIVA: Per i costi, o parte di essi, NON deducibili in assoluto.
  • STORNO COSTO O RICAVO: Questo campo viene valorizzato con l’importo di un costo, o di un ricavo, di competenza dell’esercizio, ma deducibile/tassabile in un esercizio futuro;
  • IMPUTAZIONE FISCALE: Questo campo viene valorizzato con l’importo di un costo, o di un ricavo, di competenza di un esercizio precedente, ma deducibile/tassabile nell’esercizio fiscale.
Nella sezione AGGANCI AI QUADRI, troviamo gli agganci ai quadri fiscali in cui deve essere riportata la rettifica. Ad esempio, per le contabilità semplificate, le rettifiche relative alle spese di manutenzione devono risultare agganciate al rigo: RG22 – Altri componenti negativi.
In caso di necessità, è possibile apportare qualsiasi variazione sia ai campi della sezione RETTIFICA OPERATA, che ai campi della sezione AGGANCI AI QUADRI.
IMPOSTE DIFFERITE ED ANTICIPATE
Le imposte differite e anticipate nascono da un “conflitto” tra due modi diversi di guardare al bilancio: la visione civilistica (quella del Codice Civile e dei principi contabili) e la visione fiscale (quella dell'Agenzia delle Entrate). Tutto ruota attorno alle differenze temporanee: costi o ricavi che per il fisco sono validi in un anno diverso rispetto a quello in cui sono stati registrati in contabilità.
  • Differenze Permanenti: Costi che il fisco non riconoscerà mai (es. costo indeducibile sia nell’esercizio di competenza, che negli esercizi futuri). Le differenze permanenti non generano imposte differite/anticipate.
  • Differenze Temporanee: Costi o ricavi che "si riassorbiranno" nel tempo (es. Costi non deducibili nell’esercizio di competenza, ma in uno, o più, esercizi futuri. Dalle differenze temporanee, si generano le imposte differite ed anticipate.
Quindi, in presenza di differente temporanee, si generano imposte differite, o anticipate. Per la precisione:
  • Le imposte ANTICIPATE si hanno quando la normativa fiscale genera un aumento temporaneo del reddito (e quindi, dell’imposizione fiscale), rispetto a quanto accadrebbe applicando il criterio di competenza. E’ il caso, ad esempio, dei compensi agli amministratori pagati l’anno successivo rispetto a quello di competenza. Poiché possono essere dedotti in un esercizio successivo a quello di competenza, nell’esercizio di competenza si verifica un “aumento temporaneo” del reddito, e quindi, si generano imposte anticipate.
  • Le imposte DIFFERITE si hanno quando la normativa fiscale genera una diminuzione temporanea del reddito (e quindi, dell’imposizione fiscale), rispetto a quanto accadrebbe applicando il criterio di competenza. E’ il caso, ad esempio, delle plusvalenze rateizzabili, che anziché essere tassate interamente nell’esercizio di competenza, vengono “spalmate” in 5 esercizi.
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Fatta questa premessa, come avrai certamente intuito, le rettifiche fiscali extracontabili consentono il calcolo delle imposte differite ed anticipate. Infatti, il campo VARIAZIONE DEL REDDITO identifica la natura della variazione, e può assumere i seguenti valori:
  • 1 - DIFFERIMENTO IMPOSIZIONE (differenza tassabile): differisce la tassazione di un ricavo (es: plusvalenze), e pertanto, genera imposte differite;
  • 2 - DIFFEREMENTO DEDUZIONE (differenza deducibile): differisce la deduzione di un costo (es: spese di manutenzione). Pertanto, genera imposte anticipate;
  • 3 - RIPRESA A TASSAZIONE (assorbimento diff. tassabile): Imputa a reddito un ricavo di competenza di un esercizio precedente (es: quota di una plusvalenza rateizzata l’anno precedente). Pertanto, “assorbe” una differenza temporanea;
  • 4 - RIPRESA IN DEDUZIONE (assorbimento diff. deducibile): Deduce un costo di competenza di un esercizio precedente (es: spese di manutenzione). Pertanto, “assorbe” una differenza temporanea;
  • 5 - TASSAZIONE SECCA: Si tratta di una variazione DEFINITIVA, e quindi irrilevante per le imposte differite ed anticipate. Esempio: costo indeducibile, sia nell’esercizio di competenza, che negli esercizi futuri.
  • 6 - DEDUZIONE SECCA: Anche in questo caso, si tratta di una variazione DEFINITIVA, e quindi irrilevante per le imposte differite ed anticipate.
LA SIMULAZIONE DEI QUADRI FISCALI
Nel capitolo precedente, abbiamo parlato delle simulazioni dei quadri fiscali (RG, RF, RE, LM, IRAP, ISA). Per impostazione predefinita, le simulazioni NON tengono conto delle rettifiche fiscali extracontabili, considerando ogni voce di costo deducibile nella misura stabilita dal campo % DI DEDUCIBILITA della scheda anagrafica del conto utilizzato.
Se desideri che le simulazioni fiscali considerino anche le rettifiche fiscali extracontabili, devi:
  • Attivare il flag: RIPORTA ANCHE LE RETTIFICHE EXTRACONTABILI (a destra);
  • Nel campo sottostante, devi selezionare: Agganci impostati
Così, se ad esempio, hai gestito le rettifiche extracontabili per le spese di manutenzione:
  • Nell’esercizio di competenza, l’eccedenza rispetto il plafond di deducibilità, NON verrà dedotto;
  • In ciascuno dei 5 esercizi successivi, oltre ai costi normalmente deducibili per competenza, verrà aggiunta la deduzione di 1/5 dell’importo NON dedotto nell’esercizio di competenza.
NOTA OPERATIVA: Nel caso in cui il flag RIPORTA ANCHE LE RETTIFICHE EXTRACONTABILI non fosse attivato, le simulazioni fiscali applicheranno le regole di deducibilità generali a tutti i costi. Detto altrimenti, ogni costo verrà dedotto in base alla percentuale di deducibilità specificata nella propria scheda anagrafica.
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