FOCUS SULLA REGISTRAZIONE DELLE FATTURE PASSIVE CON REVERSE
INTRODUZIONE
Nel capitolo dedicato ai CODICI IVA, abbiamo già trattato, sia pure parzialmente, il reverse charge. In questo capitolo, approfondiremo la registrazione delle fatture delle fatture passive con reverse charge.
Come già sai, una fattura passiva da assoggettare a reverse charge è una fattura SENZA IVA. Però, va registrata come se fosse una fattura con IVA. Normalmente, si applica l’IVA al 22%.
Ipotizziamo, a titolo di esempio, di ricevere una fattura assoggettata a reverse di 1.000,00€ per un subappalto edile:
- La fattura ricevuta riporterà il codice N6.3 (subappalto edile), e l’importo da pagare sarà pari a 1.000,00€. NESSUNA IVA esposta in fattura;
- Dovendo applicare il reverse charge, la fattura andrà registrata come fosse una fattura di 1.220,00€ (1.000,00€ + IVA 22%). In questo caso, occorre utilizzare il codice IVA 22ed (IVA 22% reverse charge edilizia);
Se non effettuassimo altre registrazioni contabili, verrebbe detratta un’IVA virtuale mai addebitata dal fornitore. Pertanto, occorre neutralizzare questa detrazione non spettante, caricando la registrazione di una fattura attiva virtuale di pari importo. Detto altrimenti, occorre registrare un’autofattura.
SCRITTURE IN PARTITA DOPPIA
Tornando al nostro esempio (fattura di 1.000,00€ per un subappalto edile), vediamo come registrare l’operazione in partita doppia. Ogni fattura passiva da assoggettare a reverse charge comporta il caricamento di 4 registrazioni contabili:
- Registrazione della fattura passiva, con l’integrazione dell’IVA virtuale;
- Registrazione dell’autofattura per neutralizzare l'IVA detratta con la registrazione precedente;
- Normalizzazione del debito verso il fornitore;
- Storno del credito registrato con l’autofattura.
Nei prossimi 4 paragrafi, esamineremo queste 4 registrazioni contabili. Inoltre, ti consiglio di guardare il seguente tutorial, che illustra chiaramente il meccanismo del reverse charge:
REGISTRAZIONE DELLA FATTURA PASSIVA CON L’INTEGRAZIONE DELL’IVA VIRTUALE
Come già detto, la fattura di 1.000,00€ va registrata come se fosse una fattura di 1.220€ (1.000,00 + IVA 22%). Pertanto, in partita doppia, occorre caricare una registrazione di questo tipo:
- AVERE. Debiti verso fornitore XYZ: 1.220,00
- DARE. Acquisti di merci: 1.000,00
- DARE. IVA su acquisti: 220,00
REGISTRAZIONE DELL’ AUTOFATTURA
Per neutralizzare la detrazione dell’IVA (in questo esempio 220,00€) integrata nella registrazione della fattura di acquisto, occorre caricare la registrazione di una fattura attiva virtuale. La registrazione in partita doppia è di questo tipo:
- DARE. Crediti verso cliente virtuale: 1.220,00
- AVERE. Conto transitorio: 1.000,00
- AVERE. IVA su vendite: 220,00
NORMALIZZAZIONE DEL DEBITO VERSO IL FORNITORE
Con la registrazione dell’autofattura, è stata neutralizzata l’IVA integrata nella registrazione della fattura di acquisto. Però, resta un problema: il debito reale verso il fornitore NON è di 1.220,00€, ma di 1.000,00€, come risulta dalla fattura. Pertanto, occorre normalizzare il debito verso il fornitore, riducendolo dell’importo dell’IVA virtuale, con una scrittura in partita doppia di questo tipo:
- DARE. Debito verso fornitore XYX: 220,00
- AVERE. Conto transitorio: 220,00
STORNO DEL CREDITO REGISTRATO CON l’AUTOFATTURA
Non finisce qui… registrando l’autofattura, è stata neutralizzata l’IVA integrata nella registrazione della fattura di acquisto, ma è stato anche contabilizzato un credito verso clienti, in realtà INESISTENTE. Dunque, occorre azzerare questo credito con una registrazione di storno di questo tipo:
- AVERE. Crediti verso cliente virtuale: 1.220,00
- DARE. Conto transitorio: 1.220,00
Con questa registrazione contabile, viene azzerato anche il saldo del conto transitorio. Con le 4 registrazioni contabili appena esaminate, resteranno aperti solamente 2 conti:
- Il debito verso il fornitore, per l’importo della fattura ricevuta. In questo esempio: 1.000,00 EURO;
- Il costo sostenuto, pari all’importo della fattura. In questo esempio: 1.000,00 EURO.
PROCEDURA OPERATIVA
Fin qui, è stata fornita una panoramica generale sul reverse charge. Per la registrazione contabile occorre distinguere tra:
- Le fatture da assoggettare a reverse charge ricevute da fornitori ITALIANI. In questo caso, potendo essere scaricate dallo SDI (Sistema di Interscambio), potranno essere registrate con la procedura automatizzata;
- Le fatture da assoggettare a reverse charge ricevute da fornitori ESTERI. In questo caso, NON potendo essere scaricate dallo SDI, poiché i fornitori esteri NON trasmettono le fatture al sistema di interscambio italiano, la registrazione andrà fatta manualmente.
LA REGISTRAZIONE DI FATTURE DA ASSOGGETTARE A REVERSE, RICEVUTE DA FORNITORI ITALIANI
La procedura automatizzata per la registrazione delle fatture elettroniche individua le fatture da assoggettare a reverse charge. Cliccando sul pulsante CONTABILIZZA, la procedura esamina il tracciato XML di ogni fattura elettronica da registrare, e quando individua una fattura SENZA IVA, con un codice IVA N6.X (dove X è un numero da 1 a 9):
- La fattura verrà automaticamente registrata, integrando l’IVA virtuale. Detto altrimenti, verrà registrata come se fosse una fattura assoggettata ad IVA. Come codice IVA, viene utilizzato quello impostato come codice IVA abituale del fornitore. In caso di fornitore nuovo, o di fornitore senza codice IVA abituale, verrà utilizzato il codice IVA 22ed;
- Per neutralizzare l’IVA detratta, viene registrata anche una fattura attiva virtuale (autofattura), movimentando il cliente fittizio denominato: CESSIONE COMPENSATIVA;
- Per normalizzare il debito verso il fornitore, viene caricata una registrazione di PRIMA NOTA FORNITORI;
- Infine, per stornare il credito registrato con l’autofattura, viene caricata una registrazione di PRIMA NOTA CLIENTI.
Per istruzioni operative dettagliate, guarda il seguente tutorial:
LA REGISTRAZIONE DI FATTURE DA ASSOGGETTARE A REVERSE, RICEVUTE DA FORNITORI ESTERI
Come è ovvio, le fatture ricevute da fornitori esteri non possono essere scaricate dallo SDI. Dunque vanno registrate manualmente. Ipotizziamo, a titolo di esempio, di dover registrare una fattura di 100,00€ ricevuta da un fornitore francese.
Trattandosi di una fattura intracomunitaria per l’acquisto di beni, andrà registrata utilizzando il codice IVA 22ib (IVA 22% intra beni), come se fosse una fattura di 122,00€ (100,00€ + IVA).
Inoltre, per caricare anche le altre 3 registrazioni contabili, che completano l’applicazione del reverse charge, dopo aver completato il caricamento del dettaglio contabile, occorre:
- Entrare nel tab REVERSE CHARGE;
- Cliccare sul pulsante REVERSE.
Per istruzioni operative dettagliate, guarda il seguente tutorial:
REVERSE CHARGE PER LE CASISTICHE NON PREVISTE
Il software Blustring viene fornito con TUTTI i codici IVA normalmente necessari. Purtroppo, il sistema fiscale italiano è estremamente complesso e contorto, ed è impossibile prevedere tutte le casistiche IVA possibili ed immaginabili. Però, Blustring ti fornisce gli strumenti per poter gestire ogni casistica IVA, tanto che puoi PERSONALIZZARE l’anagrafica dei CODICI IVA. Nel caso in cui si dovesse presentare la necessità di registrare una fattura di acquisto assoggettata a reverse, rientrante in una casistica NON prevista dai codici IVA forniti originariamente da Blustring, puoi:
- Personalizzare l’anagrafica dei codici IVA, caricando un nuovo codice IVA per la specifica casistica;
- Utilizzare il nuovo codice IVA caricato in anagrafica nella registrazione della fattura di acquisto.
Ipotizziamo, a titolo di esempio, di dover registrare una fattura assoggettata a reverse charge, per l’acquisto di beni del settore energetico, da riepilogare in dichiarazione IVA, nei seguenti righi:
- VF13, per riepilogare l'importo della fattura passiva, integrato con l’IVA virtuale al 22%;
- VJ17, per l’autofattura collegata, così da NEUTRALIZZARE l’IVA virtuale della registrazione della fattura passiva;
Per impostazione predefinita, l’anagrafica dei codici IVA NON include un codice IVA specifico per gli acquisti di beni del settore energetico. Nessun problema, come prima operazione, devi creare un CODICE IVA specifico per la casistica che si è presentata. Se hai studiato la GUIDA SUI CODICI IVA, hai sicuramente intuito che devi selezionare il comando CODICI IVA, e cliccare sul pulsante INSERISCI UN NUOVO CODICE IVA, e procedere con la compilazione dei campi proposti. In questo esempio, devi creare un nuovo codice IVA, impostando i seguenti valori:
- CODICE: 22ene
- DESCRIZIONE: IVA 22% Reverse beni settore energetico
- ALIQUOTA: 0,22
- DETRAIBILITA: 100
- UTILIZZABILE PER FATTURE PASSIVE: SI
- AGGANCIO AL QUADRO VF: VF13
- OPERAZIONE SOGGETTA A REVERSE: SI
- TIPOLOGIA: 4 - Operazione soggetta a reverse charge
- AGGANCIO AL QUADRO VJ: VJ17
Quindi, dovrai registrare la fattura di acquisto ricevuta, movimentando nel dettaglio contabile, il codice IVA appositamente creato, in questo esempio: 22ene.
LA TRASMISSIONE DELL’AUTOFATTURA ALLO SDI
Come noto, oltre a dover registrare l’autofattura, occorre anche trasmetterla allo SDI. Dopo aver completato la procedura di registrazione, come illustrato dei paragrafi precedenti, occorre:
- Selezionare la gestione FATTURAZIONE. Infatti, dobbiamo generare una fattura elettronica da trasmettere allo SDI;
- Poi, dalla barra multifunzione, occorre selezionare il comando FATTURAZIONE;
- Quindi, nel campo SEZIONALE, occorre selezionare: 2272. Infatti, per impostazione predefinita, tutte le registrazioni delle fatture attive fittizie vengono imputate al sezionale IVA 2272;
- Come è intuibile, occorre cliccare sul pulsante di dettaglio in corrispondenza dell’autofattura da trasmettere;
- Così, verrà visualizzata la registrazione contabile della fattura attiva fittizia. Qui, occorre cliccare sul pulsante XML.
- Infine, cliccando sul pulsante GENERA XML, verrà generata la fattura elettronica da trasmettere al sistema di interscambio.
Colgo l’occasione per far notare che nella registrazione della fattura attiva fittizia, viene movimentato il cliente fittizio denominato CESSIONE COMPENSATIVA. Però nella fattura elettronica generata:
- Come CEDENTE, verrà riportato il soggetto che ha emesso la fattura originale;
- Come COMMITTENTE, verrà riportato il contribuente che ha ricevuto la fattura.
Naturalmente, questa fattura NON andrà scaricata dallo SDI, e quindi registrata, poiché le registrazioni contabili collegate al meccanismo del reverse charge sono già state completate.
Inoltre, faccio notare che, per impostazione predefinita, prima di cliccare sul pulsante GENERA XML, nel campo ALTRO DOCUMENTO, viere proposta la voce: TD18 (Integrazione per acq. di beni intra). Ovviamente, qualora non si tratti di un’autofattura collegata ad una fattura INTRA, è possibile selezionare un’altra voce, come ad esempio:
- TD16 (Integrazione ft. reverse);
- TD17 (Integrazione per acquisto servizi estero).
Per istruzioni operative dettagliate, guarda il seguente tutorial, dal minuto 04:45:
LA VERIFICA DELLE REGISTRAZIONI COLLEGATE AL REVERSE CHARGE
A questo punto, dovrebbe esserti chiaro che per ogni fattura passiva assoggettata a reverse charge, vengono caricate 4 registrazioni contabili. E’ possibile verificare che il lavoro sia stato effettuato correttamente:
- Selezionando il comando FATTURE FORNITORI;
- E poi, il comando OPERAZIONI AGGREGATE.
Così, verranno visualizzate tute le registrazioni contabili relative a fatture passive assoggettate a reverse charge. Per istruzioni operative dettagliate, guarda il seguente tutorial, dal minuto 02.53:
CONSIDERAZIONI OPERATIVE SUL REVERSE CHARGE
Indipendentemente dal codice IVA utilizzato per la registrazione della fattura di acquisto, il meccanismo è sempre lo stesso. Pertanto, se hai registrato una fattura di acquisto, utilizzando un codice IVA per il reverse non appropriato (ed esempio, hai utilizzato il codice IVA previsto per l’edilizia, anziché quello previsto per i rottami), da un punto di vista sostanziale, cambia NULLA: le registrazioni contabili caricate sono comunque corrette. L’unica cosa a cui dovrai prestare attenzione è la compilazione del quadro VJ in sede di dichiarazione IVA. Infatti, ogni codice IVA per il reverse charge, è agganciato ad un diverso rigo del quadro VJ.
Alla luce di quanto appena detto, se hai registrato delle fatture di acquisto, utilizzando un codice IVA per il reverse charge, ma NON quello specificamente previsto per la casistica presentatasi, hai 2 possibilità alternative:
- Modificare quelle registrazioni: devi entrare nelle registrazioni delle fatture di acquisto, e nella parte sinistra del dettaglio contabile, modificare il CODICE IVA utilizzato. Non è necessario modificare anche le registrazioni collegate;
- Lasciare tutto come sta: poiché da un punto di vista sostanziale, cambia nulla, dovrai solamente prestare attenzione alla compilazione del quadro JV in sede di dichiarazione IVA, che dovrai modificare manualmente, imputando il rigo corretto.
Peraltro, se sbagli la compilazione del quadro VJ, compilando un rigo anziché un altro, NON cambierà la determinazione del SALDO IVA.
LA CANCELLAZIONE DELLE REGISTRAZIONI CONTABILI
Quando registri un’operazione assoggettata a reverse charge, vengono caricate 4 registrazioni contabili. Pertanto, qualora si presentasse la necessità di cancellare la registrazione contabile, NON puoi limitarti ad eliminare la registrazione della fattura di acquisto, ma devi eliminare ANCHE le 3 registrazioni correlate. Detto altrimenti, devi eliminare:
- La registrazione della fattura di acquisto, con l’integrazione dell’IVA virtuale;
- La registrazione dell’autofattura, fatta per neutralizzare l’IVA virtuale;
- La registrazione di PRIMA NOTA FORNITORI, fatta per normalizzare il debito verso il fornitore;
- La registrazione di PRIMA NOTA CLIENTI, fatta per stornare il credito registrato con l’autofattura.
La soluzione più pratica consiste nell’eliminare le 4 registrazioni CONTEMPORANEAMENTE. Puoi farlo nel seguente modo:
- Selezioni il comando FATTURE FORNITORI. Così viene aperta la procedura FATTURE FORNITORI, visualizzando le fatture di acquisto registrate;
- Dalla barra multifunzione della procedura FATTURE FORNITORI, selezioni il comando OPERAZIONI AGGREGATE. Così viene visualizzato l’elenco delle operazioni con reverse charge. Come puoi osservare vengono elencate tutte le registrazioni delle fatture di acquisto assoggettate a reverse, e sotto ciascuna, vengono elencate le registrazioni correlate;
- Quindi, cliccando sui pulsanti + e – (in alto) devi selezionare l’anno desiderato;
- Infine, devi cliccare sulla X di colore rosso, in corrispondenza del gruppo di registrazioni da eliminare.
NOTA OPERATIVA: Se preferisci, puoi accedere alla procedura appena illustrata anche selezionando: Il comando INSPECTOR / VERIFICA REVERSE CHARGE.